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Un recupero “creativo”

La mia Scuola ha organizzato delle lezione pomeridiane di recupero per gli alunni di prima e terza. A me sono stati affidati i piccoli di prima media, ai quali faccio lezione di Italiano. Sto cercando di farli lavorare attivamente, ma soprattutto di sostenere la loro motivazione. A questo scopo ho pensato che potesse essere utile interessarli attraverso l’uso della LIM, che nel nostro Istituto non è installata nelle classi e quindi per gli alunni è uno strumento ancora nuovo e accattivante. Dopo averla usata come semplice sostituto di quella d’ardesia (cosa che sarebbe meglio non fare, come è spiegato molto bene in questo articolo) ho pensato di sfruttarla come supporto ad un’attività didattica più attiva e creativa: la scrittura collaborativa di un testo narrativo.

L’obiettivo disciplinare di base per questa attività è comprendere l’uso dei tempi verbali dell’indicativo nella narrazione, ma ovviamente scrivendo non si può fare a meno di riflettere sul lessico, sui connettivi testuali, sull’uso della punteggiatura e, ultimo ma non ultimo, sulla struttura del testo narrativo.

Tutto è partito dalla lettura di un mito, del quale abbiamo analizzato i verbi classificandoli in base al tempo: passato remoto o imperfetto. Ho quindi preparato un file flipchart in cui li ho raccolti, sparpagliandoli nuovamente, perché mi interessava che i ragazzini potessero lavorare e “interagire” con le diverse voci, spostandole sulla lavagna e organizzandole in gruppi. Li ho chiamati alla lavagna, uno per uno, perché scegliessero due verbi e li mettessero nel cestino, poi ho scelto due verbi anche io.

Prima e dopoA questo punto abbiamo cominciato a lavorare sui verbi scelti: un alunno li ha organizzati in due colonne in base al tempo, gli errori presenti fatti sono stati prontamente corretti dai compagni che seguivano il lavoro. Completati i due gruppi abbiamo cominciato a scrivere la storia, scegliendo innanzitutto dei protagonisti, uno spazio e un’epoca. Come potrete vedere ai miei alunni piacciono le storie avventurose, ma con un pizzico di romanticismo…

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Man mano che scriviamo il testo preleviamo dalle due colonne (sinistra passato remoto, destra imperfetto) il verbo che ci serve e che coloriamo di azzurro per identificarlo. Col colore viola, invece, scriviamo i verbi “bonus”, ossia quei verbi – quattro in tutto – che possiamo aggiungere al testo oltre a quelli del cestino.

Il mio ruolo nella vicenda, oltre a quello di scrivano, è di moderatore: cerco di mettere ordine nelle loro proposte per evitare che divaghino e di farli riflettere sulla chiarezza di quello che stanno scrivendo, in modo che capiscano come correggersi. Il testo è farina del loro sacco a parte la punteggiatura (ma mi sono ripromessa che, la prossima volta, li farò ragionare anche su questo aspetto).

Poiché è stata un’attività piuttosto improvvisata devo ancora studiare come valutarne il contributo nel percorso di recupero una volta che l’avremo conclusa, ma posso dirmi già soddisfatta dell’impatto sulla motivazione perché i ragazzi hanno risposto con entusiasmo, mi hanno chiesto di continuare la prossima volta e c’è stato anche chi alla fine dell’ora ha detto “Di già??”!

(Fonte immagine in evidenza: Pixabay.com – Pubblico dominio)

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  • Lorenzo Pulcini - 1 year ago

    L’entusiasmo per una esercitazione sui verbi è un evento da segnare sul calendario!

    • profsabatta - 1 year ago

      Decisamente! Probabilmente era ben camuffata…