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Mappe concettuali: elogio di Cmap

Trovo la costruzione di mappe concettuali un esercizio utilissimo per imparare a “pensare” le conoscenze che si hanno di un certo argomento: l’atto di “fare la mappa” obbliga a riflettere sulla sequenza di concetti che studiando si acquisisce e, dunque, a cogliere i nessi logici tra di essi e ad esplicitarli.Premetto che al momento (e non so ancora per quanto…) nelle mie lezioni di storia e geografia uso prevalentemente modalità tradizionali, di tipo trasmissivo. Be’, ogni giorno noto che i miei alunni, anche quelli più volenterosi, hanno grandi difficoltà a superare l’idea che studiare significhi imparare a memoria: impiegano tante energie nel memorizzare, ma non badano ai concetti, bensì alle pagine e al loro contenuto nell’ordine proposto dal libro e, spesso, al momento della verifica, non sono in grado di restituire un “prodotto” al livello delle loro fatiche perché l’ansia li blocca e la memoria fa cilecca.

Dunque lavoro con le mappe, per il motivo che dicevo all’inizio.

So che la Rete mette a disposizione molti strumenti per la costruzione di mappe concettuali, ma io uso da una decina d’anni Cmap e non ho mai cercato alternative, perché lo trovo perfettamente rispondente alla funzione che attribuisco a questi materiali didattici. Cmap infatti obbliga all’uso delle parole-legame e quindi impone a chi costruisce la mappa di esplicitare il legame tra i concetti e di trovare una forma adeguata per farlo.

Cmap è un software gratuito*, scaricabile direttamente dal sito dello sviluppatore (la IHMC – Florida Institute for Human & Machine Cognition). L’interfaccia è estremamente semplice (anche poco accattivante, se si vuole, ma conta la sostanza!), così come è semplice creare mappe: basta un doppio clic sull’area di lavoro per inserire il primo concetto poi, cliccando sul simbolo che compare sopra al riquadro e spostandosi tenendo premuto, si generano le frecce al termine delle quali, rilasciando il tasto, comparirà un nuovo concetto. Sulla freccia intanto sarà apparsa un’etichetta nella quale andrà inserita la parola-legame: l’etichetta non si può disattivare, al massimo si può lasciare vuota, ma la freccia apparirà interrotta in un punto.

[*Recentemente sono state implementate anche una App per IPad e una versione in Cloud, ma devo ancora provarle…]

Cmap

Una volta elaborata la mappa, attraverso la scheda “Stili” è possibile formattare il testo variando le forme, aggiungendo colori e ordinando gli oggetti (operazione, questa, che può essere fatta anche manualmente, selezionando uno o più concetti e legami e spostandoli nell’area di lavoro).

Il progetto può essere salvato come .cmap oppure esportato come file immagine o pdf, per ovviare ai problemi di visualizzazione che il formato nativo pone: per poter aprire un file .cmap è infatti necessario avere installato il software sul proprio computer, ma è bene tenere presente che una mappa in .cmap può essere aperta e modifica, mentre una mappa esportata in formati diversi no perciò ai miei alunni chiedo sempre di scaricare e istallare il programma. La speranza è che, ovviamente, comincino ad usarlo autonomamente, come supporto allo studio ed effettivamente qualcuno ci prova.

Per il lavoro a scuola i pendant ottimali del programma sono la LIM e il proiettore, che permettono di seguire il lavoro di costruzione e revisione delle mappe.

Esempi di mappe con Cmap nei Materiali didattici.

cmap sito

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